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venerdì 24 agosto 2018

Lotta selettiva alle zanzare con Straverde, partner dei Giardinieri BioE...

L'ingresso della Straverde di Alberto Strapazzini nella rete Partner dei Giardinieri BioEtici ha reso disponibile a tutta la nostra rete di aziende la sua esperienza e il suo sviluppo dei prodotti Bioagents Mosquitaire per la lotta selettiva a zanzare e papatacci che spesso impediscono una serena fruizione dei nostri giardini. Per informazioni potete contattare direttamente il perito agrario Alberto Strapazzini o il Giardiniere BioEtico più vicino 340 9130081

giovedì 2 agosto 2018

Potare sul verde: a quali condizioni?

L'estate è spesso il periodo in cui si interviene a ridurre le siepi di confine. La pratica è di vecchia data e porta, se correttamente eseguita, ad una ricrescita omogenea e fresca da settembre. Purtroppo spesso si eccede, andando a spogliare troppo le siepi ed esponendo foglie e rami abituati alla penombra al fiero sole estivo che causa scottature alle foglie ma può arrivare a danneggiare anche i rami stessi se èun periodo siccitoso.

Dunque è importante anche durante le sagomature estive non eccedere con l'asporto del fogliame, indicativamente attorno al 10-20% e non di più per ripristinare le linee usuali e rimandando una eventuale riduzione agli interventi di fine inverno, che la pianta recupererà meglio a primavera. Se ben fatta questa sagomatura aiuterà anci le piante a non disperdere troppe energie e soprattutto acqua per mantenere tutte le foglie. Ogni foglia infatti è un punto di traspirazione che costa emissioni di vapore per evitare le scottature.

Molte piante da fiore richiedono come pratica colturale la sbocciolatura (es. nelle rose) per garantire la rifiorenza o ridurre le energie destinate ai semi che spesso sono un prodotto non desiderato per noi ma ad alto dispendio energetico per le nostre piante. Piccoli tagli per orientare la crescita sono opportuni con la tecnica del taglio di ritorno, ovvero raccorciare un ramo appena dopo un ramo secondario che sia già orientato nella direzione desiderata, in modo che intercetti la linfa della cima accorciata aumentando il suo sviluppo e aiutando a cicatrizzare prima il taglio. Sugli alberi da frutto serve a dirigere l'energia della pianta sullo sviluppo dei frutti dopo la legagione.

Un giardiniere esperto è in grado di intervenire con successo con turni di potatura sul verde anche sulle alberature. Data la riduzione delle invernate e la loro imprevedibilità può essere utile iniziare a ripensare la nostra pratica di intervento spostando alcuni interventi nel cuore dell'estate, quando per il caldo le piante rallentano le loro funzioni vitali. Inoltre potando sulle piante verde è facile individuare rami secchi, deboli e prevenire più efficacemente rotture e sfregamenti perchè si può vedere la chioma nel suo pieno sviluppo.Spesso sisottovaluta l'importanza di eliminare tempestivamente i rami secchi. E' un'operazione che ha una grande valenza estetica, rende più permeabile la chioma alla luce e all'aria e stimola la pianta a rinfoltirsi. Infatti i rami in crescita toccando altri rami, anche secchi, cercano di orientarsi in altre direzioni per evitare lo sfregamento e la competizione con altri parti della pianta.

Inoltre ci sono piante che hanno fioriture autunnali come i cedri su cui può essere sensato un intervento anticipato. Stiamo sempre parlando di interventi a regola d'arte, diradamenti della chioma o marginali riduzioni per evitare gli stessi problemi di scottature spiegati sulle piante allevate a siepe. Non eccedere dunque a rimuovere il 10% della chioma.

Un ulteriore vantaggio, come nel periodo di freddo intenso, sempre più raro in molte zone d'Italia, è che i funghi potenzialmente dannosi sono anche loro ostacolati dalle alte temperature e dalla ridotta umidità, sono meno aggressivi o addirittura incapaci di riprodursi. Quindi la pianta ha tempo per aciugare il legno ferito e attivare a tutte le difese predisposte per fornteggiare rotture o perdita di rami. Il rispetto del colletto del ramo è ovviamente indispensabile, ma se vi affidate ad un professionista certificato Giardiniere BioEtico tutto questo è già garantito (vedi la mappa interattiva per trovare quello più vicino).

Articolo del prof. Francisco Merli Panteghini
Hai domande? scrivi a info@giardiniere.bio

giovedì 26 luglio 2018

Come fermare un cantiere di potatura irregolare?

Abbiamo chiesto al prof. Francisco Merli Panteghini i dettagli dell'intervento che ha fatto il 24 luglio a Sottomarina (Chioggia VE) in un cantiere di potature con parecchie irregolarità. Emerge purtroppo un quadro secondo noi rappresentativo di molte aziende che lavorano senza badare alla sicurezza dei propri addetti e con insufficiente formazione nel compito delicato che è loro affidato. Premettiamo anche che il prof. Panteghini è uno dei più accesi sostenitori della diffusione delle buone pratiche nella gestione del verde a Chioggia e dintorni in seno all'associazione Amico Giardiniere e come privato cittadino.
La sua azione sull'opinione pubblica e con il continuo confronto con le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 7 anni (da quando vive lì) hanno portato alla redazione del primo regolamento del verde pubblico cittadino, alla definizione (ancora migliorabile) e al divieto di capitozzare alberi di proprietà pubblica, al bando del glifosato su tutta la superficie comunale e all'introduzione di apposite sanzioni per ogni violazione. Infatti spesso accade in Italia che ci sono leggi inapplicate per la mancanza di chiare sanzioni. Noi crediamo invece che un sistema come il nostro abbia bisogno sia di incentivi per chi innova ed è virtuoso che di punizioni sostenibili (e non draconiane e raramente applicabili) ma reiterate per spingere chi viola la legge a comprendere che la legalità è anche un buon affare.
Lasciamo ora la parola al racconto di Panteghini.

"Portavo mio figlio al campo estivo quando entravo, senza alcun cartello che mi avvisasse, nell'area di un cantiere per la potatura lungo strada. Ricordavo di aver visto un paio di giorni prima alcuni rami di robinia spezzati lì e mi sono ripromesso di tornare a verificare il tipo di intervento in corso. Dopo alcuni minuti lasciavo l'auto nel parcheggio attiguo e documentavo il cantiere riscontrando, come già temevo, moltissime irregolarità: assenza di cartelli dal lato strada (solo 2 nel parcheggio ma nessuna delimitazione dell'area di cantiere), un operaio a terra senza casco, l'operatore in piattaforma senza alcun dpi (dispositivo protezione individuale) in pataloncini e maglietta, senza cintura di sicurezza con motopotatore e motosega a tagliare, malamente, le prime due robinie. Ho scattato alcune foto. C'era poi un signore in borghese che osservava il cantiere a cui mi sono rivolto pensando fosse un tecnico. A lui mi sono rivolto per chiedergli ragione di tutte queste mancanze e del relativo pericolo per operatori e cittadini. Dimostrando di conoscere bene la normativa l'ho convinto a far interrompere il lavoro per mettere in regola il cantiere. Ho scoperto così che il potatore (anzi l'uomo con la motosega visto che i tagli mancavano di cognizione) era titolare di una piccola ditta rodigina in subappalto per la ditta del primo individuo chiamati con urgenza dall'ufficio postale di Sottomarina per "mettere in sicurezza le piante". Ho chiesto se conoscesse le regole di sicurezza, con una smorfia l'artigiano ha iniziato discorsi già sentiti troppe volte sul fatto che era un lavoro veloce e quindi non c'era bisogno di tante finezze. Ma Dura lex, sed lex (detto latino che significa: la leggè è implacabile ma è pur sempre la legge, e va rispettata), specialmente quando si tratta di sicurezza. Gli ho poi chiesto il motivo per cui stava tagliuzzando a quel modo le robinie. Risposta "tanto ricacciano".

Ho chiesto se sapeva cos'era un taglio di ritorno ed è stato in grado di spiegarmelo, sempre più arrabbiato, anche se non stava applicando questa semplice tecnica di potarura. Gli ho fatto presente che non era periodo di potature in modo consistente e che per tutelare la sicurezza, specialmente sugli aceri sanissimi dell'area non sarebbe stato necessario fare lo scalpo come alle vecchie robinie che aveva già maltrattato. Risposta "Son vent'anni che poto, se vuoi farlo tu fallo, io adesso tiro giù la piattaforma e me ne vado". Il responsabile della ditta appaltante ha chiesto sostegno al direttore della filiale, che purtroppo ignorava ogni legge e non ha voluto sentire ragioni. Io ero solo l'ostacolo alla prosecuzione di un sacrosanto cantiere su terreno privato (falso: ha occupato a intermittenza anche la strada e il passaggio pedonale, inoltre la presenza di pedoni ovunque era continua essendo l'ufficio postale aperto). Io ho chiesto solo che fossero rispettate le norme sulla sicurezza, lasciando alla coscienza professionale del cosiddetto giardiniere la validità tecnica del suo intervento sulle alberature. In cambio ho ricevuto minaccia di vedermi accreditare (e come???) il costo del tempo "perso" dalla ditta.
A quel punto ho deciso di chiamare i vigili per una verifica del cantiere. Ho fermato una pattuglia di passaggio chiedendo un loro sopralluogo, che hanno accordato pur se impegnati in un altro compito. Purtroppo dopo aver raccolto alcune informazioni e le mie generalità (solo le mie stranamente) si sono dichiarati incompetenti, dedicati alla sola viabilità, eppure dovrebbero conoscere le regole sui cantieri che coinvolgono a qualsiasi titolo strade e passaggi pedonali. "Del verde si occupa un ufficio specifico" ha affermato il capopattuglia ed io ho ricordato che l'ufficio comunale del Verde delega, da regolamento, le verifiche e le sanzioni alla polizia locale. Dopo aver chiamato la centrale il vigile ha detto che dovevo chiamare lo Spisal (ufficio del lavoro). Gli ho chiesto il numero. Non lo aveva e se ne sono andati. Ho chiamato in centrale della Polizia Locale e mi hanno dato un numero che si è rivelato essere quello della sala operatoria dell'ospedale di Chioggia! Sono andato a prendermi qualcosa al bar, aspettando di vedere se la ditta decidesse di munirsi dei dpi previsti. Cosa che ha fatto come ha potuto perchè non li aveva tutti con sè. A quel punto non ho ritenuto opportuno danneggiare il collega con una rovinosa visita della Spisal, di cui mi ero procurato il numero nel frattempo. Nel pomeriggio sono tornato constatando le brutte potature e i danni inferti agli alberi. Non mi capacito ancora di come un proprietario possa pagare una ditta per fargli danni.

PRIMA

DOPO

Se volete sapere che ditta era ho tutti i riferimenti, che decido di non pubblicare qui solo perchè ho fiducia che quel giardiniere ripensando a ciò che è successo possa evolvere la sua pratica professionale e così auguro a tutti. La mail dell'associazione con cui collaboro Amico Giardiniere è info@amicogiardiniere.it. In autunno organizzerò dei corsi, ovunque mi venga richiesto, per spiegare a giardinieri e cittadini le regole dei cantieri di potatura e di buone pratiche in vista dell'epoca (corretta) di potatura. Scrivete all'associazione se siete interessati. Buona evoluzione verde."

Le foto sono state scattate e di proprietà del prof. Panteghini, concesse ai Giardinieri BioEtici per la divulgazione di questo contenuto. Scegli un'azienda di professionisti al tuo servizio. I costi saranno forse più alti perchè DPI, formazione, buone pratiche richiedono investimento e tempo ma i risultati saranno migliori e i rischi annullati: trova il giardiniere certificato più vicino www.giardiniere.bio. Se sei un giardiniere e hai bisogno di formazioni mirata contatta il 328 7021253.

mercoledì 25 luglio 2018

Un albero secolare e una comunità

Il 14 luglio scorso una delegazione di Giardinieri BioEtici ha visitato, al termine di una giornata formativa, la quercia secolare di Fossalta di Portogruaro. Francisco Merli Panteghini conosce la quercia da anni e ne aveva scritto nel 2015 denunciandone il degrado (leggi l'articolo), offrendo consulenza e sostegno economico al comune che arrivò fino a minacciare la querela per i suoi scritti. Allora una massiccia infestazione di cerambice stava compromettendo la precaria stabilità dell'antico albero. In seguito gli interventi si sono moltiplicati con una piccola riduzione della chioma, un vistoso sostegno della branca a nord, nuove cinghie per fasciare l'albero e rallentarne il collasso. L'inverno scorso un fulimine l'ha colpita e parzialmente incendiata. Col senno di poi ci chiediamo se non abbia aiutato a liberarsi da un po' di parassiti rodilegno, in parte attivi ancora oggi ma in misura molto minore.
Studiando e ammirando l'albero abbiamo scoperto quel giorno una decina di fori chiusi con tappi di plastica color nocciola. Li abbiamo notati quando Daniele Marinotto, osservando le foglie cadute, ha constatato una massiccia infestazione di tingide. Però quasi tutti gli esemplari, in vario stadio di sviluppo, erano morti. Sono i segni di un massiccio intervento di endoterapia, ovvero sono stati iniettati nella pianta insetticidi che avvelenano tutti gli insetti che se ne nutrono. Una scelta estrema, dal nostro punto di vista di Giardinieri BioEtici, quella di forare il tronco, aprendo inevitabilmente la strada a infezioni fungine, per ottenere un risultato sulla chioma, che la pianta può rigenerare al contrario del legno forato.

E' un po' come se per curare una dermatite ci iniettassero in molti punti del cortisone, con una siringa non sterilizzata, senza indagare sulle cause del sintomo o optare per delle pomate meno invasive. Noi preferiamo lavorare a sostegno della pianta, mettendola a proprio agio, fornendole alleati (funghi micorrizici, batteri, antagonisti ai suoi nemici come le vespe e calabroni che abbiamo trovato insediate nelle sue cavità). E soprattutto, in questo caso, ridurre l'area impermeabilizzata e compressa dalla strada come ha suggerito Paolo Vergine durante l'ultimo sopralluogo.
Immaginiamo che i tecnici preposti abbiano valutato attentamente pro e contro dell'endoterapia. Di certo la percezione di quest'albero plurisecolare sta cambiando. Nel 2015 nessuno si capacitava che potesse schiantarsi. C'era da così tanti anni, da così tante generazioni che lo si dava per scontato, più ancora della chiesetta di Sant'Antonio lì accanto. Nel 2015 non c'erano risorse comunali per aiutare la vecchia quercia ma la comunità locale è riuscita a raccogliere migliaia di euro per restaurare la chiesetta. Poi i fondi sono arrivati e così gli interventi che hanno cambiato la percezione dell'albero che è stato sostenuto, recintato e isolato, messo quasi in un reparto di isolamento. Purtroppo non si è ancora pensato di levare l'asfalto della strada che la sfiora o di custodire negli anni l'apparato radicale da scavi per i sottoservizi.
Ancora la comunità non ha accettato la senescenza di questo esemplare unico. Non ha accettato che un domani Fossalta non avrà più quella meraviglia e che la cosa più sensata che doveva essere fatta da decenni era, con antica saggezza, iniziare a piantare e tutelare le sue figlie per coltivare gli alberi secolari di domani. Fortunatamente conosco alcune persone che da anni curano piccole figlie della Signora in attesa del suo ultimo giorno. Forse avverrà durante un temporale o con un colpo secco di vento come per la Rovra del Po ad Ariano Polesine, uno shock ancora da superare per chi la credeva immortale (anche se in quel caso le responsabilità umane del degrado sono certe leggi l'articolo).
Si può e si deve iniziare ora ad accettare questa nuova fase e questa nuova responsabilità: la comunità di Fossalta si prenda cura delle querce secolari di domani! Non basta custodirne una, perchè molti sono gli incerti, decine di alberi devono essere curati, e per farlo non basta un sindaco lungimirante ma ci vuole la passione convinta di un'intera comunità che sente, anche se non lo capisce a pieno, il ruolo che l'essenza di questo grande albero rappresenta nella loro vita. La Chiesetta e la Quercia sono un tutt'uno, sintetizzano la storia e l'impegno di generazioni di Villanoviani, che possa rinnovarsi negli anni a venire questa alleanza, sempre più consapevole, tra comunità umana e i suoi alberi. Se in qualche modo noi Giardinieri BioEtici possiamo essere di aiuto, di consulenza o altro siamo a completa disposizione dei residenti nella frazione di Villanova Sant'Antonio e dell'amministrazione cittadina.

F.P.

giovedì 17 maggio 2018

Iniziato il ritiro di molti prodotti a base di Glifosate

L'8 maggio scorso è partito dal Ministero il divieto per molti prodotti a base di glifosate. Il periodo di tolleranza, come previsto dall’art. 46 del regolamento (CE) n. 1107/2009, non può essere superiore ai sei mesi a partire dalla data di revoca per la vendita e la distribuzione e ad un ulteriore anno per l’uso delle scorte esistenti dei prodotti fitosanitari revocati. Poi divieto assoluto riportiamo elenco e sanzioni in caso di detenzione e utilizzo. Link al comunicato ministeriale: http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderFitoPdf?codleg=64190&anno=2018&parte=1

OVNI XL Aako B.v. Sa1 Glyphosate Sa2 Oxyfluorfen

TYPHOON 290 SC Aako B.v. Sa1 Diflufenican Sa2 Glyphosate

PREMIUM TOP Adama Agan Ltd Glyphosate

ZOOMER Adama Agan Ltd Sa1 Glyphosate Sa2 Oxyfluorfen

SHAMAL MK PLUS Adama Agan Ltd Glyphosate

HERBITOTAL S Adama Agan Ltd Sa1 Glyphosate Sa2 Oxyfluorfen

GLIFAST Adama Agan Ltd Sa1 Glyphosate Sa2 Oxyfluorfen

GLOXY Adama Agan Ltd Sa1 Glyphosate Sa2 Oxyfluorfen

DISERBOFACILE Althaller Italia S.r.l. Glyphosate

RASIKAL ULTRA Bayer Cropscience S.r.l. Glyphosate

USTINEX AL Bayer Cropscience S.r.l. Sa1 Flufenacet (formerly Fluthiamide) Sa2 Glyphosate Sa3 Metosulam

KLARO KIT Cheminova Agro Italia S.r.l. Glyphosate

ROUNDUP CITTAVERDE Monsanto Agricoltura Italia S.p.a. Glyphosate

RODEO GOLD Monsanto Agricoltura Italia S.p.a. Glyphosate

ROUNDUP READY SMB Monsanto Agricoltura Italia S.p.a. Glyphosate

RASIKAL EVO Nufarm Italia S.r.l. Glyphosate

BUGGY 360 SG N.E.T. Sipcam Italia S.p.a. Glyphosate

Alle alternative al Glifosate i Giardinieri BioEtici lavorano da anni con prove sul campo e studio dei costi. Di questi temi si parlerà nel Convegno promosso insieme ai Vivai Marche il 29 giugno a Urbino intitolato " Progettazione e gestione sostenibile del Verde" e nella giornata formativa friulana del 14 luglio. Se vuoi avere maggiori informazioni scrivi a info@giardiniere.bio. Nel frattempo puoi richiedere gratuitamente la versione PDF del Dossier "Oltre il glifosato" curato dal prof. Francisco Merli Panteghini.

Ricordiamo a tutti gli operatori di seguire le norme di sicurezza per questi e altri fitosanitari usando gli appositi Dispositivi di Protezione Individuale! E' molto significativo che lo stop a questi prodotti arrivi dal Ministero della Salute che sta accogliendo i crescenti studi a dimostrazione dei gravi danni all'ecosistema e alla salute umana del biocida glifosato. Scegli il benessere, passa ad una gestione bioetica del tuo giardino. Trovi l'elenco delle ditte certificate nella mappa qui accanto.

sabato 28 aprile 2018

Il diserbo al glifosato va usato solo con appositi DPI e procedure

Negli ultimi 10 giorni mi sono imbattuto in giro per Chioggia Marina in due persone che stavano spruzzando con pompe a spalla delle erbe spontanee nate lungo marciapiedi o parcheggi. In entrambi i casi erano giovani, under 30, e assolutamente privi dei DPI (dispositivi di protezione individuale) previsti per legge. Li chiamerò convenzionalmente Gianni e Pinotto. Stavano trattando anche suolo pubblico nelle vicinanze del terreno di loro proprietà. Gianni nella lottizzazione di fronte alla Chiesa del Buon Pastore a Sottomarina e Pinotto nel piazzale di ghiaia e sul marciapiedi accanto alla fermata dell'autobus ai Saloni di Chioggia.
A Chioggia fortunatamente i diserbanti al glifosato sono stati banditi dal verde pubblico lo scorso anno col primo Regolamento del Verde comunale. Dunque mi sono fermato, li ho immortalati e ho chiesto loro cosa stessero facendo. Candidamente hanno dichiarato che stavano diserbando col solito glifosato. Ho chiesto se avevano il patentino per l'utilizzo dei fitosanitari e hanno detto di sì. Gianni era in difficoltà, mi ha chiesto persino scusa ed io ho chiesto che interrompesse il trattamento per ritornare con l'attrezzatura corretta e i cartelli previsti ma ho constatato che quando mi sono allontanato ha ripreso il suo lavoro (foto sopra erba che sta disseccando qualche giorno dopo).
Ho fatto presente che mancavano di tutti i DPI e che si stavano avvelenendo: imbarazzo e fastidio. Pinotto si è girato e si è rifugiato nel suo piazzale per evitare ogni discorso dopo aver bofonchiato chi ero e cosa volevo. Ho ricordato il divieto comunale di utilizzo di quel prodotto inquianante e cancerogeno e l'obbligo di mettere cartelli e interdire al passaggio le aree trattate... silenzio. Pubblico questo articolo sia per avvisare che dal primo maggio tutti i soci di Amico Giardiniere e simpatizzanti che facciano richiesta verranno istruiti su come segnalare queste gravi violazioni del nostro elementare dritto alla salute sia per divulgare quali siano le corrette pratiche che noi, come Giardinieri BioEtici, ci impegnamo a seguire. I costi sono più alti? Quanto vale la nostra salute e quella dei nostri cari? Le alternative ci sono e puoi richiederci il Dossier "Oltre il glifosato" da noi redatto per spiegare perchè lavoriamo al superamento di questa tecnologia obsoleta e dannosa (info@giardiniere.bio).
Putroppo ho visto anche cosiddetti professionisti del verde trattare con diserbanti o fitofarmaci senza adeguate protezioni e senza avvisare la popolazione. I DPI previsite PER LEGGE sono: tuta integrale, stivali e guanti di gomma, maschera con filtri (altro mascherina per la polvere come ho visto in giro), occhiali protettivi integrali o maschera integrata anti gas. Se tutti coloro che trattassero rispettassero queste regole si avvelenerebbero di meno e chi li vede si metterebbe subito in allarme. Infatti un operatore, in estate o in inverno, dovrebbe vestirsi come nella foto seguente, sia che diserbi o che dia un insetticida o un fungicida ecc.
Vi è mai capitato di vederne? Raramente credo. Chi usa prodotti deve inoltre avere uno speciale patentino. Se vìola le regola elementare che gli vengono insegnate perde all'istante il patentino che gli viene ritirato e incappa in denuncia penale se ha messo a rischio la salute di altre persone. I DPI devono essere indossati dalla fase di preparazione a quella della pulizia degli ugelli usati.
Dedicherò un ulteriore articolo sulle modalità di avviso ai passanti e al corretto stoccaggio dei prodotti. A disposizione per qualsiasi consulenza, invito tutti a tutelare la propria salute rispettando e facendo rispettare queste utili leggi.

Francisco Merli Panteghini
Giardiniere BioEtico Chioggia Marina (VE)
te. 328 7021253
info@giardiniere.bio

sabato 3 marzo 2018

Come funziona il Bonus Verde 2018?

La recente legge di bilancio ha introdotto sgravi fiscali per investimenti sui propri spazi verdi sia per privati che commerciali. È possibile detrarre dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) il 36% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di 5.000 €, per gli interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso abitativo, inclusi i costi di progettazione e manutenzione.

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%. Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) che possiedono o detengono l’immobile.

Oltre che dai proprietari, il bonus può essere quindi richiesto da nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); locatari o comodatari. La detrazione spetta anche per gli interventi effettuati sulle parti comuni esterne dei condomìni. Il limite di spesa per unità immobiliare ad uso residenziale resta comunque 5.000 € al massimo. La detrazione fiscale del 36% è riconosciuta per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni.


Per sistemazione a verde si intende:
- la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo;
- la riqualificazione di tappeti erbosi, con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro;
- il restauro e il recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico;
- la realizzazione di coperture a verde;
- la realizzazione di giardini pensili;
- realizzazione di impianti di irrigazione;
- realizzazione di pozzi;
- la progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

La detrazione verrà suddivisa nei successivi 10 anni, ripartendo in dieci quote annuali di pari importo, l'investimento effettuato, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. L’importo eventualmente eccedente non può essere rimborsato né conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

Attenzione: per ottenere la detrazione, i pagamenti devono essere effettuati con strumenti idonei a consentirne la tracciabilità. Scegli un professionista responsabile: trova il giardinierei bioetico più vicino a te. Articolo redatto da Ezio Orcese Lenzi dei Giardini Italiani Srl, visita il suo sito!

mercoledì 21 febbraio 2018

Lotta biologica alla Processionaria del pino (e del cedro!)

Cos'è la Processionaria del Pino?

La Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa ) è una farfalla le cui larve si sviluppano su Conifere, pini in particolare (pino nero e pino da pinoli in particolare, ma anche i cedri nei nostri giardini purtroppo), defogliando le piante. Le larve della Processionaria sono presenti sulle piante dall'autunno fino alla primavera successiva quando, muovendosi in lunghe file, raggiungono il terreno per trasformarsi in crisalide. Sulle cime dei rami formano dei nidi protetti da resistenti filamenti bianchicci in cui si rifugiano tra un pasto e l'altro. Verso la fine dell'estate dalle crisalidi fuoriescono gli adulti che avviano la nuova generazione deponendo le uova attorno agli aghi dei pini. Quando la processionaria si trasforma in una farfalla è innocua per le piante, si presenta come una farfalla notturna con ali di color giallo avorio o bianco sporco.

La lotta è obbligatoria

Il bruco della processionaria è molto pericoloso perchè causa a persone ed animali a sangue caldo reazioni epidermiche ed allergiche fortissime. La peluria del bruco e quella dei nidi non deve entrare in contatto con la pelle! Molto pericoloso è il contatto con gli occhi, il naso, la bocca o peggio le vie respiratorie e digestive che può portare a soffocamento e altri gravi danni. In questi casi è necessario un intervento medico urgente. Per questo la processionaria è oggetto di un decreto ministeriale di lotta obbligatoria ( Decreto Ministeriale 17-04-1998): ogni nido individuato deve essere obbligatoriamente rimosso a spese del proprietario, pena una sanzione amministrativa. I rami coi nidi vanno cimati, poi raccolti e bruciati appena possibile. E' necessario intervenire anche quando la processionaria non infesta piante nella nostra proprietà. In questo caso bisogna segnalare alle autorità comunali (ad esempio la polizia municipale) o forestali che provvederanno a eliminare il pericoloso parassita.

Rimozione dei nidi e controllo della popolazione

I Giardinieri BioEtici effettuano interventi di rimozione nidi di processionaria con la tecnica di arrampicata tree climbing o in piattaforma a seconda dei casi in massima sicurezza. L'esperienza di anni ci ha dimostrato che la sola rimozione dei nidi non è sufficiente sia perchè qualche esemplare sfugge sempre alla cattura e riesce a scendere e interrarsi. Inoltre farfalle di Processionaria provenienti dalle vicinanze possono disseminare i nostri pini e cedri con nuove generazioni. Dunque una lotta articolata in più tempi, conoscendo le fasi di sviluppo dell'insetto si impongono: la rimozione dei nidi invernale, il posizionamento di trappole per catturare i bruchi che scendono lungo il tronco a fine inverno, l'uso di trappole a ferormoni specifici per catturare e distrarre il maggior numero di farfalle.

Cerca il Giardiniere BioEtico più vicino cliccando qui o chiamando il 328 7021253

giovedì 18 gennaio 2018

La lingua degli alberi (esame visivo VTA) e loro uso terapeutico

Data la richiesta di alcuni appassionati amici del verde romano il programma della giornata tecnica del 4 febbraio a Roma subirà delle variazioni: nel pomeriggio si parlerà del rapporto terapeutico con gli alberi, sia dal punto di vista dell'inserimento in giardini terapeutici che della visione del Bioenergetic Landscapes di Marco Nieri, autore del recente "la terapia segreta degli alberi". Al mattino invece si concetrerà la parte dedicata all'esame visivo di stabilità e alle reazione a potature e rotture (teoria Codit, approcci alla potatura). Tutti gli aggiornamenti sull'evento Facebook oppure contattando il prof. Francisco Merli Panteghini al 328 7021253, info@amicogiardiniere.it

sabato 25 novembre 2017

Il dovere della Bellezza Utile

Sono stati pubblicati gli atti del convegno Luoghi Sacri, Luoghi di Forza, tenutosi a Firenze nel giugno scorso. Il prof. Francisco Merli Panteghini è stato invitato a dare un contributo e qui di seguito pubblichiamo l'abstract. E' possibile richiedere l'articolo completo scrivendo a mediatorelementare@gmail.com

Quale tipo giardinaggio dobbiamo perseguire in quest'epoca di risveglio delle coscienze umane? Quale la funzione del verde in ambito urbano, commerciale o industriale? Quali strumenti disponiamo per rispondere alle sfide dei nostri tempi: inquinamento visibile e invisibile, perdita di connessione dei luoghi, distruzione della biodiversità, trionfo del brutto e disarmonico, depressione?

7 paragrafi per offrire strumenti operativi efficaci e spunti di riflessione ai progettisti del verde:

1. il dovere della Bellezza Utile (progettare per i prossimi 100 anni, la scelta dei materiali, l'Intento con cui operare, una visione militante della Bellezza)
2. la progettazione secondo natura e buon senso (il gruppo di progettazione, le funzioni del luogo, biodiversità, pensare alla futura manutenzione, seminare un giardino piuttosto che costruirlo, rose e alberi da frutto)
3. ricercare l'armonia col paesaggio pre esistente (coltivare il rapporto col luogo e le sue memorie, Dichiarazione d'Amore alla Terra di Marko Pogacnick, verificare le intuizioni, lo Spirito del Luogo)
4. dialogare con l'utente finale (comunicare il senso del progetto, monitorare l'andamento nel tempo, leggere i bisogni non detti e trasmettere Amore alla comunità)
5. utilizzare le forme e gli archetipi (recuperare i saperi della geometria sacra, uso responsabile del linguaggio delle forme, alcune forme positive, alcune forme da evitare, l'importanza dei percorsi, i corsi formativi di Fausto Carotenuto)
6. il giardinaggio bioetico (oltre il giardinaggio biologico, la ricerca continua, collaborare con il giardiniere esperto, l'uso delle piante perenni, piante adatte al luogo, consociazioni e fertilità, accettare l'imperfezione e i cicli naturali).
7. la visione bioenergetica applicata alla progettazione di giardini terapeutici (Marco Nieri, il bosco sacro che guarisce, grandi alberi e grandi uomini, la decodifica misurabile dei luoghi “sacri”)

English text

Title: BioEtic Gardening for the Era of Awakening of Human Consciousness

What kind of gardening should we pursue in this period of awakening of human conscience? What is the function of urban, commercial or industrial green spaces? Which tools do we have to meet the challenges of our times: visible and invisible pollution, loss of connection from place memory, destruction of biodiversity, triumph of ugly and disarming, depression?

7 points to provide effective operating tools and ideas for green designers:

1. the duty of Useful Beauty (design for the next 100 years, choice of materials, intention to work, a militant vision of Beauty)
2. design according to nature and common sense (design team, site functions, biodiversity, think of future maintenance, planting a garden rather than building it, roses and fruit trees)
3. seek harmony with the pre-existing landscape (cultivate the relationship with the place and its memories, the Marko Pogacnick's Land Declaration of Love, the Insights, the Spirit of the Place)
4. Talk to the End User (Communicate the Way of the Project, Track Progress in Time, Read Unspecified Needs, and Send Love to the Community)
5. Use shapes and archetypes (to regain the knowledge of sacred geometry, responsible use of the shape language, some positive shape, some shape to avoid, the importance of the paths, the artistic training courses of Fausto Carotenuto)
6. bioethical gardening (beyond organic gardening, continuous research, collaboration with expert gardener, use of perennial plants, site-based plants, consociacies and fertility, acceptance of imperfections and natural cycles).
7. the bioenergetic vision applied to the design of therapeutic gardens (Marco Nieri, the sacred forest that heals, large trees and great men, the measurable decodification of "sacred" places)

giovedì 19 ottobre 2017

Nuovo video: Luigi Pirozzi presenta un suo giardino

Mentre si avvicina la prossima giornata tecnica a Roma, (tutte le info sull'evento https://www.facebook.com/events/285073438650000/ o qui sul sito nella pagina formazione) conosciamo meglio l'ospite: Luigi Pirozzi, perito agrario, responsabile dei servizi di giardinaggio del vivaio Cassia.

lunedì 16 ottobre 2017

Differenti tipi di potatura

Col declino dell'autunno aumenta la voglia di riordinare i giardini e provvedere alle potature di contenimento. E' presto, troppo presto! Bisogna aspettare il riposo vegetativo delle piante e anche altre condizioni favorevoli di cui parleremo in un altro contributo. La potatura è una delle pratiche colturali che ci permette di interagire con lo sviluppo delle specie legnose (alberi o arbusti che siano). Può servire a indirizzare la crescita della pianta, ridimensionarla, renderla più sicura rispetto alla spinta del vento.

Ma dobbiamo ricordare che la potatura è anche un intervento invasivo che provoca ferite all'albero e apre la strada a patogeni. Insieme alle ardue condizioni della vita in città (errato impianto, terreni poveri, calpestio, inquinamento) gli interventi di potatura errata sono la principale causa di degrado e morte delle alberature in contesto urbano. Ricordatevi sempre che potando state ferendo un essere vivente, quindi fatelo con la massima coscienza.

Il verbo "potare" o peggio ancora “tagliare” (che include concetti dall'abbattere al potare) è abusato e poco chiaro. Potare implica una volontà precisa da parte dell'operatore di arrivare a un certo risultato, competenza e strumenti adeguati. Potare = ragionare sull'architettura e la fisiologia dell'essenza. Tagliare invece è generico, si taglia il pane, il salame, la corda... si divde qualcosa con una lama senza doverne conoscere affatto la struttura o la fisiologia.

Secondo Peter Klug (autore di un utile manuale) si distingue:

1+potatura di allevamento o di formazione: serve a direzionare la crescita dei giovani alberi in vivaio o nei primi anni di messa a dimora. Poi i turni di potatura si allungano da annuale a triennale o più a seconda degli spazi disponibili e della salute dell'esemplare.

2+cura della chioma: intervento mirato a favorire lo sviluppo equilibrato dell'albero, prevenendo sviluppi indesiderati (si rimuovono rami secchi, codominanti, succhioni, rami squilibrati o danneggiati)

3+diradamento della chioma: si riduce il numero di rami piè esterni praticando dei tagli di ritorno, si applica in caso di alberi che non siano in grado di alimentare la chioma e precede un'eventuale riduzione. Qui sopra vediamo il cedro atlantica glauca della prima foto dell'articolo dopo la pulizia dei rami secchi e un forte diradamento. Il cedro era in uno spazi troppo ristretto con il condominio a 3 m e il muro di confine a 1 m sporgendo sulla strada. La richiesta del cliente era la capitozzatura e la riduzione a palla, ne abbiamo fatto un compromesso che a colpo d'occhio fa vedere la differenza tra tipi di potatura. a livello didattico mi è utile da mostrare seppure sia una iperpotatura.

4+riduzione della chioma: si riduce l'intera chioma, si usa in caso di problemi di sicurezza o età avanzata dell'albero. Si evitano tagli di grandi dimensione mantenendo la struttura delle branche principali dell'albero. Si rimuove al massimo il 30% della chioma.

5+Capitozzatura: riduzione severa della chioma con tagli di grandi dimensioni. E' un intervento da riservare solo a casi di emergenza ma purtroppo è ampiamente e praticato da persone senza alcuna preparazione professionale per le normali potatura. Spesso produce alberi brutti, con una vita notevolmente ridotta e che produrranno (se sopravvivono) nugoli di ricacci disordinati e instabili che richiedono poi nuove potature. Il 5% delle piante muore entro 2 anni.

Segui il nostro blog o la pagina facebook per essere aggiornato sui prossimi contributi in pubblicazione. Oppure richiedi una consulenza al 328 7021253 nelle regioni dove siamo presenti.

Articolo a cura di Francisco Merli Panteghini, puoi vedere il suo blog

martedì 10 ottobre 2017

Nuovo video: visita al sito produttivo del Centro Lombricoltura Toscano

Nuovo video sul nostro canale You Tube con visita al sito produttivo del Centro Lombricoltura Toscano a fine settembre

domenica 3 settembre 2017

Pubblicato il Dossier Oltre il Glifosato: le alternative al diserbo chimico

Il dossier "Oltre il Glifosato: alternative al diserbo chimico" sui motivi per cui i Giardinieri BioEtici da anni lavorano alle alternative al diserbo chimico, curato da Francisco Merli Panteghini, è disponibile gratuitamente scrivendo a info@amicogiardiniere.it o a uno dei Giardinieri BioEtici, Giardinere.Bio (vedi pagina Dove siamo) . Da aprile 2017 a Chioggia Marina il Glifosato è stato messo al bando dal verde pubblico e così in molti altri comuni italiani. ​

Questo dossier è stato presentato a VVBio 2017 a Vittorio Veneto, ospiti dell' Associazion Il Gradino il 27 agosto scorso ed è l'inizio di una campagna di informazione congiunta con l'associazione Amico Giardiniere (www.amicogiardiniere.it) per il superamento di questa tecnologia obsoleta e dannosa. La lettura e la condivisionedel dossier sono quindi caldamente consigliate! Se fosse utile i Giardinieri BioEtici sono a disposizione per conferenze divulgative sul tema in quasi tutta Italia. Contattate Francisco al 328 7021253

Perchè è necessario secondo noi andare oltre il Glifosato nella cura del verde? Ci sono molte buone ragioni per abbandonare questa tecnologia. In sintesi:

1° E' un diserbante non selettivo, già per questo è agli antipodi del giardinaggio bioetico che tutela la biodiversità e guida le consociazioni belle e sane tra vegetali, microrganismi, insetti e animali. Come vedremo nel dossier il Glifosato danneggia tutti questi attori e anche la salute umana. Nel 2001 la Monsanto ha ri-registrato il Glifosato come “anti biotico”, cioè come fitofarmaco “anti vita”.

2° Questo genere di tecnologie “ad effetto facile”, unite a soluzioni pronto effetto negli allestimenti del verde, a concimi dopanti, meccanizzazione spinta, massiccio uso di fitosanitari distrugge innanzitutto la nostra professionalità di giardinieri e atrofizza la capacità di leggere le necessità e le opportunità che offre ogni specifico spazio

3° Il Glifosato è una molecola di sintesi, registrata e di proprietà della multinazionale Monsanto fino al 2001 quando è diventata di libero utilizzo. Le politiche di questa azienda stanno portando avanti una politica globale di trasformazione agricola che integra OGM, diserbanti, fitofarmaci, meccanizzazione. Questa azienda ha migliaia di cause legali per danni ambientali, alterazione di dati scientifici, lobbing e viene boicottata dalle reti di consumatori critici. Dunque una azienda non etica per eccellenza che non vogliamo supportare con l'acquisto dei suoi prodotti. La Monsanto è la principale produttrice mondiale del diserbante "Roundup", ma anche del 90% dei semi geneticamente modificati a livello mondiale. E' stata produttrice un tempo degli ormai fuorilegge DDT e dell'Agente Orange durante la guerra del Vietnam.

4° Ci sono molti ragionevoli e documentanti motivi per collegare il Glifosato con gravi danni alla salute umana: irritazioni intestinali, indebolimento sistema immunitario, cefalee, danni agli occhi, tumori, sterilità maschile, leucemie, deformazioni fetali. Il Glifosato è il fitofarmaco che fa segnalare più casi al mondo di intossicazione tra gli utilizzatori professionali.

5° Si sta cominciando a documentare sviluppo di piante spontanee resistenti al Glifosato, in particolare varietà di lolium. Questo ci fa capire che questa tecnologia verrà presto superata dallo sviluppo stesso delle piante spontanee.

I Giardinieri BioEtici sono nati nel 2015 mettendo insieme l'esperienza di diversi giardinieri che stavano già studiando le alternative ai metodi “convenzionali”. Dal 2015 ci siamo confrontati e abbiamo sperimentato molte alternative all'uso dei diserbanti e alla loro massiccia riduzione. La scelta si è rivelata perfettamente in linea con le successive indicazioni del Piano Nazionale Antiveleni e con la crescente richiesta dei cittadini di vivere in un ambiente sano che escluda l'uso di fitofarmaci dagli spazi verdi.

Abbiamo studiato i costi, le migliori combinazioni di diverse tecniche, i pro e i contro di ogni tecnica elencata nel Dossier. Dal 2015 organizziamo corsi di formazione su questo tema e siamo disponibili a offrire la nostra consulenza professionale ai privati e amministrazioni pubbliche che vogliano alternative al Glifosato. Siamo inoltre disponibili a venire con dei formatori anche nelle aziende che siano interessate alla transizione o ad organizzare corsi, in tutta Italia. Contattate il dott. Francisco Merli Panteghini per ogni informazione o proposta al 328 7021253.